Coppie vincenti

Valentino The Last Emperor

A sbancare il botteghino nel weekend una serie di formidabili coppie, tra cui quella super glamour protagonista di Valentino – L’ultimo imperatore

di Sandra Capitano
sandracapitano@gmail.com

Coppie. Sono loro le vere protagoniste di quest’ultimo weekend al botteghino.
Vampiro lui, mortale lei, Edward (Robert Pattinson) e Bella (Kristen Stewart) di New Moon raggiungono, senza esitazione, il primo posto della classifica, con un incasso di quasi 7 milioni di euro in 700 sale, evitando di deludere ogni ambiziosa aspettativa planetaria (un incasso mondiale a oggi di quasi 260 milioni di dollari). Lem e Neera, simpatici alieni verdi, protagonisti del film di animazione spagnolo Planet 51, totalizzano invece 800 mila euro con 255 copie.
Meno verdi e sempre seducenti, sono i nostrani Mezzogiorno-Scamarcio, nei panni di Susanna e Sergio, nonché i rivoluzionari e violenti protagonisti de La prima linea di Renato De Maria, che incassa 305.000 euro in 157 sale.
Ma la vera coppia vincente di questo fine settimana è, senza titubanza, quella composta dagli eleganti e romantici Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, nei panni di loro stessi in Valentino – L’ultimo imperatore.
Uscito in sole 7 sale (in tutta Italia), il documentario dell’americano Matt Tyrnauer (giornalista ed editore di Vanity Fair per 16 anni), ha totalizzato 41 mila euro, ricavando una delle medie per sala più alte di tutto il box office.
Quale fosse la strategia commerciale della casa di distribuzione Medusa (perché solo 7 copie con tutto quel battage pubblicitario?) non è dato sapere.
Probabilmente, rendere omaggio ad un artista divulgatore del prestigio italiano all’estero, ma che è pur sempre ancora in vita, è un’iniziativa commercialmente poco remunerativa. Diversamente, le sale sarebbero quadruplicate e l’operazione si sarebbe estesa, fino a dilatarsi e raggiungere le proporzioni di Michael Jackson This is It, uscito con Sony Pictures in 500 cinema.
Certo è che il film, strategicamente posizionato in città chiave d’Italia e in cinema eleganti di zone chic (l’Embassy della ricchissima Parioli, per citarne uno) non ha deluso i mansueti e raffinati spettatori, i quali, senza esitazione, hanno atteso in fila pur di accaparrarsi i biglietti per le proiezioni.
Altrettanto carico di calma e diligenza deve essere stato anche Tyrnauer nel seguire Valentino per oltre 250 ore, filmandone con rigore gli ultimi anni dell’onorata carriera e riuscendo nell’incredibile opera di consegnarci un’immagine dello stilista sconosciuta anche agli amici più intimi.
Valentino – The Last Imperor, è un uomo che piange e si commuove (ben 5 volte durante il documentario). Insicuro, come solo un vero artista sa essere, appare gentile, ironico, timido, innamorato, scherzoso, accondiscendente e a tratti strampalato.
«Quanto tempo vi occorre per ricamare a mano queste paillettes?», chiede con garbo alle sue attempate e laboriose sartine romane. E lo fa con tono ingenuo, senza mai permettersi di risultare arrogante. Proprio come un vero imperatore, Garavani non ha la minima idea di quanti minuti possano servire per cucire un orlo, organizzare una lista d’inviti, preparare la scenografia di una sfilata o colorare la suola delle scarpe dei manichini, appesi con scrupolosità dagli operai, sulle pareti dell’Ara Pacis. Non sa e forse non deve saperlo affatto. È Giancarlo, fedele compagno, amante, socio, amico e collaboratore appassionato di tutta una vita, che sta nell’ombra ma non troppo, ad occuparsi personalmente dell’organizzazione. E lo fa perché «renderlo felice, è l’unica cosa che gli sta a cuore», come afferma lui stesso.
Seppure sia troppo abbronzato, troppo finta sia la sua capigliatura, troppo italianizzato il suo inglese e troppo bianchi siano i vestiti che indossa, Valentino è un uomo in grado di abbandonare la scena al momento opportuno, perché come dicono gli inglesi, “bisogna lasciare una festa quando ancora è piena di gente”.
E mentre lui si commuove per l’ultima volta, arricciando la bocca, come solo Dario Ballantini è riuscito a cogliere nelle sue innumerevoli imitazioni per Striscia la notizia, si lascia la sala parcamente nostalgici. Un sostituto di Valentino, oggi, non esiste davvero. E neppure un connubio d’amore così compiuto.
E allora correte a vederlo al cinema. Sempre che troviate una sala dove abbiano deciso di programmarlo.

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